Educazione alimentare:
salute e benefici

Educazione alimentare: salute e benefici | ROSY DI DATO

Impara a mangiare sano con Rosy

Non prescrivo diete, non è una mia competenza, ma ti insegno a mangiare in modo sano per restare in forma e in salute.
Da tempo si legge di diete miracolose che ti aiutano a perdere i kili di troppo e magari lo hai anche fatto e sei stato anche Bravissimo/a. Ma poi cosa è successo? Un po’ per volta hai ripreso i kili persi e forse anche con gli interessi e quindi cosa decidi di fare? Passi alla dieta successiva e guarda un po’? succede la stessa cosa, dopo un po’ perdi la fiducia in te stesso per non riuscire nel tuo intento. Ma non è colpa tua!!! Devi solo imparare ad alimentarti in modo sano, corretto e adeguato.

Adesso lo so che ti starai chiedendo “come farò ad imparare”?
Si impara se un professionista con pazienza e dolcezza te lo insegna e soprattutto non ti lascia da solo/a. Sono consapevole che cambiare le abitudini alimentari costa fatica e sacrificio, ma se ti sentirai accompagnato/a sarà tutto più semplice. Mi potrai fare tutte le domande che vorrai e potrai sciogliere dubbi e perplessità, ed io sarò con te!

L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e la FAO (food Agricolture Organization), definiscono l’educazione alimentare come:
“Il processo informativo ed educativo per mezzo del quale si persegue il generale miglioramento dello stato di nutrizione degli individui, attraverso la promozione di adeguate abitudini alimentari non soddisfacenti, l’utilizzazione di manipolazioni più igienico degli alimenti e un efficiente utilizzo delle risorse alimentari”.

In linea con la definizione sopra riportata, è possibile considerare l’educazione alimentare come una combinazione di strategie educative per facilitare l’adozione volontaria alle scelte di consumo. Una ricerca dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indica che le scelte di consumo alimentare sono influenzate da molti fattori: psicologici, culturali, sociali, religiosi, economici, estetici e perfino dagli amici.

L’educazione alimentare comprende ogni attività che miri allo sviluppo di comportamenti alimentari corretti e consapevoli del paziente, nonché ad uno stile di vita sano, vissuto non come costrizione, ma come valore aggiunto.
Si prefigge lo scopo di permettere ad ogni individuo di acquisire competenze sulla sua salute e di assumere un ruolo attivo nel cambiamento del suo stile di vita, migliorando i comportamenti alimentari “saper fare” e i comportamenti relazionali “saper essere”.

Credo che non basti impartire nozioni e poi limitarsi a controllare, l’Infermiere deve aiutare a trovare la motivazione necessaria a compiere dei cambiamenti, ad individuare le giuste strategie per cambiare lo stile di vita in modo consapevole e a superare momenti di difficoltà.

Perché è importante parlare di educazione alimentare

Una corretta educazione al cibo porta a stili alimentari salutari riducendo il rischio di patologie croniche come l’obesità, diabete, e patologie cardiovascolari e dello sviluppo psico-fisico, va intesa quindi come un’azione di prevenzione primaria. Un’alimentazione bilanciata è necessaria per la crescita e lo sviluppo dell’organismo, partendo dall’età evolutiva.

Obiettivi dell’educazione alimentare

  • Creare consapevolezza rispetto ai rischi dovuti ad un’alimentazione scorretta, scoraggiando il consumo di determinati alimenti poco sani: bevande gassate, merendine, snack ricchi di zuccheri etc;
  • Far comprendere i rischi connessi all’obesità, al sovrappeso e alla sedentarietà: si stima che oltre 40 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni siano sovrappeso con un elevato rischio di diventare adulti obesi;
  • Promuovere la conoscenza del sistema agroalimentare mediante la comprensione del rapporto tra risorse alimentari ed ambientali;
  • Educare al rispetto della stagionalità dei prodotti alimentari;
  • Assicurare un’alimentazione sana a tutti gli esseri umani, eliminando il cibo inquinato o malsano (food safety);
  • Garantire a tutti la sicurezza di poter consumare cibo sano e acqua potabile per poter vivere bene e in salute (food security).

Parlare di sana alimentazione non vuol dire solo consumare cibi sani ma anche imparare a rispettare alcune regole:

  • Siediti correttamente a tavola e mastica a lungo: queste pratiche favoriscono una buona digestione che permettono di sentirti più sazio mangiando il giusto.
  • Evita di utilizzare dispositivi quali (cellulari, tablet, pc): concentrati sul piatto che contiene il cibo che stai per consumare. Osservalo, senti il profumo che l’alimento emana.
  • Tieni spento il televisore: concentrarsi sulle immagini televisive può risultare un elemento di disturbo mentre ci si alimenta, spesso alla fine del pranzo si prova una sensazione di non aver mangiato abbastanza.
  • Dai importanza ai momenti di convivialità: condividi con il tuo partner e con i tuoi figli la giornata trascorsa fuori casa.
  • Impara a riconoscere il vero senso di fame: Spesso mangiamo per noia o per golosità, cerca di focalizzarti a comprendere le tue reali esigenze, anche utilizzando un diario alimentare.

Di solito chi si approccia ad un regime alimentare dietetico lo fa per raggiungere uno scopo specifico legato alla salute, al benessere o alla performance fisica. Tuttavia, è importante avvicinarsi ad esso con motivazione.
Una mentalità consapevole quando si segue un regime alimentare diverso implica lo sviluppo dell’attenzione su cosa e a quanto si mangia.
Una volta raggiunto l’obiettivo perché siamo stati bravissimi ci si rilassa e neanche troppo lentamente si riprendono i chili persi, questo accade perché si ritorna alle vecchie abitudini alimentari assumendo più calorie di quelle necessarie, questo processo ci indica che ci siamo sottoposti solo alla dieta, abbiamo eseguito delle indicazioni suggerite dallo specialista ma abbiamo saltato un passaggio quello di imparare ad essere educati a trattare con il cibo.

Da una revisione sistematica della letteratura e da studi di meta-analisi condotti nel 2023 da autori del Journal of Clinical Nursing, emerge che gli infermieri di tutto il mondo sono generalmente affetti da sovrappeso o obesità.
I dati sono preoccupanti, pur essendo poco chiara la prevalenza globale del fenomeno. La ricerca è stata estesa in 29 Paesi diversi in tutta la regione geografica classificata dall’Oms e ha coinvolto un campione rappresentativo di 158.775 infermieri che sono stati valutati sulla base del BMI, l’indice di massa corporea.
La valutazione metodologica dei ricercatori è stata condotta utilizzando la scala Newcastle-Ottawa (NOS) e l’accordo tra i valutatori è stato misurato utilizzando il coefficiente Kappa di Cohen.
Per valutare i parametri di obesità e sovrappeso è stato utilizzato il metodo Hartung-Knapp.

I motivi per i quali gli Infermieri tra gli operatori sanitari sono più a rischio di sovrappeso sono molteplici:

  • Orari irregolari: Gli Infermieri lavorano in turni lunghi e irregolari, il che può risultare difficile mantenere una routine alimentare regolare e sana.
  • Stress: Lavorare nel settore sanitario è spesso estremamente stressante, a causa del carico di lavoro elevato e le situazioni di emergenza. Lo stress può portare a una maggiore tendenza a consumare cibi ad alto contenuto calorico.
  • Mancanza di tempo: Gli operatori sanitari hanno poco tempo a disposizione per preparare pasti sani.
  • Mancanza di educazione alimentare: Nonostante la loro formazione e conoscenza in ambito nutrizionale.
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